Categoria: Ortografia

Diffidare da o diffidare di?

Diffidare da o diffidare di? Nel dubbio va tenuto presente che questo verbo ha due significati. Il primo, non fidarsi, regge la preposizione di. Si diffida perciò di qualcuno o di qualcosa: “Diffidate delle imitazioni!”. Se invece è utilizzato per invitare risolutamente qualcuno a interrompere/non compiere una determinata azione diffidare regge la preposizione da: “La diffido…
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Tè, the oppure thé?

Tè, the oppure thé? Qual è la forma corretta in italiano? Una sola: tè. 📎“ thé ” è il modo corretto di scrivere questa parola in lingua francese. 📎“ the ” è una forma talvolta usata ma scorretta, nata dal miscuglio tra diverse grafie (come anche thè, con l’accento grave).

A posto!

“Apposto?” “A posto!” Torniamo a parlare di univerbazione, la fusione di due parole in origine separate, per fare il punto su un errore abbastanza diffuso. Apposto è il participio passato del verbo apporre, mentre quanto tutto è in ordine… allora siamo “a posto”, e lo scriviamo staccato. Scrivere ad esempio “Tutto apposto?” per sapere se…
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Al di là

Al di là o aldilà? Mezz’ora o mezzora? In linguistica la fusione di due parole originariamente separate prende il nome di univerbazione. È il fenomeno che ha originato ad esempio “nonostante” da “non ostante”, “palcoscenico” da “palco scenico” e “pomodoro” da “pomo d’oro”. Ci sono casi in cui si può dire che l’uso comune tenda…
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Sogniamo!… ;)

Sognamo o sogniamo? Disegnamo o disegniamo? Insegnamo o insegniamo? La risposta è molto semplice: a dispetto della pronuncia e della regola d’oro che vieta la vocale i nei gruppi -gna -gne -gno -gnu (ragno, ingegnere) questa vocale alla prima persona plurale del presente indicativo c’è. E non avrebbe motivo di non esserci, dato che fa…
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Un po’

Un po’. Si scrive con l’apostrofo. Non con l’accento, non senza niente, a meno di non voler parlar del fiume, ma allora sarà maiuscolo, il Po. Perché? Come ricordarsi come si scrive? In realtà basta pensare a cosa significa, cioè pensare che po’ sta per poco, semplicemente la sillaba -co è caduta e al suo…
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Arance e Ciliegie

L’ortografia italiana è un fiorire di regole ma anche di eccezioni e non mancano le insidie. Sbagliare è facile, ma se a far diventare “cronico” un errore è solo l’aver dimenticato una regola, perché non fermarsi un minuto a ripassarla e correggersi? Pensiamo ad esempio ai plurali in -cia e in -gia. Valigia al plurale…
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